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Giugno 2020

UIF: misure nazionali e internazionali di prevenzione del riciclaggio.

La pandemia da Covid-19, oltre a funesti aspetti di carattere sanitario, ha anche aumentato il rischio di infiltrazione criminale nell’economia, a livello mondiale.
Le segnalazioni di operazioni sospette rappresentano uno strumento di antiriciclaggio efficace per combattere questo rischio sopraggiunto con l’emergenza: consentono di intervenire tempestivamente per prevenire e favorire la repressione di taluni reati.
La newsletter della UIF riporta un resoconto degli interventi effettuati durante i mesi di lockdown. In particolare, il 16 aprile 2020, è stata pubblicata una comunicazione sulle principali aree di rischio e sugli elementi sintomatici di possibili operatività illecite e corruttive inerenti: servizi e forniture coinvolti nel contrasto del Covid-19, le raccolte di fondi tramite piattaforme online di crowdfunding, e più in generale di attività online scongiurando l’ipotesi di truffe telematiche e reati informatici, la situazione precaria delle imprese costrette al lockdown per più di due mesi con l’emersione di fenomeni di usura.
In questo contesto, sono anche intervenuti alcuni organismi internazionali ed europei: il GAFI ha richiamato la necessità di presidi antiriciclaggio efficaci e proporzionati, svolgendo una ricognizione globale delle principali minacce e vulnerabilità.
L’EBA ha evidenziato la necessità che anche le banche diventino “risk sensitive” verificando l’origine di flussi finanziari inattesi soprattutto nei settori che hanno subito maggiormente l’impatto della crisi.
Infine molte FIU hanno elaborato alert specifici per i soggetti obbligati: la FIU americana ha sensibilizzato gli intermediari finanziari sulle transazioni che hanno ad oggetto i sussidi pubblici, la raccolta di fondi solidali e la fornitura di materiale sanitario, così come la FIU belga.
Fino a maggio risultano pervenute 243 segnalazioni e 27 informative di FIU europee.

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